Il miele monofloreale
Per ottenere miele monofloreale di alta qualità, con caratteristiche organolettiche peculiari abbiamo scelto di portare i nostri apiari in
luoghi incontaminati e protetti:
- La foresta dell'Abetone in provincia di Pistoia dove le api producono il miele di collina e di montagna, Acacia e Castagno
- Il Parco dell'Uccellina in provincia di Grosseto per produrre il miele di rosmarino
- Il Parco delle Colline Livornesi dove troviamo fioriture di rovo ed erica
- La Macchia mediterranea in provincia di Livorno per la fioritura di erica arborea, rovo e corbezzolo
Questa scelta comporta un impegno costante nel seguire le
fioriture stagionali, nel controllare il
lavoro delle api e
la loro salute ma tutto questo viene ripagato dall'alta qualità del prodotto che ne deriva e dalla consapevolezza di offrire ai nostri clienti
un miele prodotto secondo i criteri dell'agricoltura ecologica e biologica, nella consapevolezza che la nostra attività aiuta l'ecosistema nel quale viene ospitata. Infatti il lavoro di impollinazione delle api è un prezioso ausilio al mantenimento dell'ambiente, alla conservazione delle specie vegetali e, di conseguenza, un aiuto alla salute collettiva.
Le tecniche di produzione
Pratichiamo le più moderne tecniche di allevamento e di produzione per ottenere un prodotto di alta qualità. Ogni alveare è corredato tra nido e melario di una speciale griglia chiamata "escludi regina" che non permette alla regina di oltrepassarla per salire nel melario a depositare le uova. Nei telaini da melario, da cui viene estratto il nostro miele, è quindi assicurata l'assenza di covate a tutto vantaggio della qualità del prodotto. Il miele è estratto a freddo per conservare inalterate le caratteristiche chimico fisiche e biologiche.
Le nostre api, instancabili lavoratrici, appartengono alla specie Apis Mellifica Lugustica, la varietà più resistente e produttiva al mondo, tipica italiana. Allevata per essere commercializzata, questa specie viene esportata all'estero (Argentina, Australia).
Il nomadismo
Seguiamo il ciclo delle fioriture per ottenere i migliori mieli monofloreali.
La nostra attività inizia in anticipo rispetto ad altri apicoltori. Collochiamo i nostri apiari già a febbraio nella macchia mediterranea dove già iniziano le prime fioriture di Lillatro, Ramno ed Erica arborea (febbraio/marzo). Otteniamo in questo caso il
miele di Macchia ed il
miele monofloreale di Erica arborea dal caratteristico aroma.
Terminata questa fioritura gli apiari vengono divisi e spostati in montagna ed in collina o in pianura:
- Montagna: le api beneficeranno delle fioriture montane di Acacia a maggio e di castagno a luglio
- Macchia: gli apiari vengono collocati nuovamente nella macchia a giugno per la produzione del raro miele di rovo
- Collina e pianura: dal marzo fino ad agosto gli apiari vengono spostati seguendo le fioriture di sulla, erba medica e girasole per produrre i relativi mieli monofloreali.
Gli spostamenti vengono effettuati di notte. La sera, quando le api sono rientrate, gli apiari vengono chiusi e preparati per il trasporto. Giungiamo sul posto prescelto prima del sorgere del sole per collocarli nella posizione migliore. Una volta terminata la fioritura, le arnie vengono nuovamente chiuse e spostate nella zona della successiva fioritura.
A settembre gli apiari vengono riportati nella Macchia mediterranea dove le api sfrutteranno le fioriture spontanee dell'Edera.
In novembre l'ultima fioritura prima del riposo vegetativo invernale è quella del corbezzolo. Il corbezzolo è una pianta tipica della Macchia mediterranea e la sua diffusione comprende oltre che la Toscana nella Costa degli Etruschi, la Sardegna e la Corsica data la vicinanza geografica e le similari caratteristiche climatiche e geo-morfologiche.
La produzione del
miele di corbezzolo, già localmente delimitata a queste aree geografiche, è comunque soggetta a variabili che spesso ne impediscono la produzione. Essa viene effettuata in autunno avanzato e le variazioni metereologiche possono limitare la fioritura ed impedire l'uscita delle api che comunque hanno già diminuito la loro attività fisiologicamente regolata in funzione dei naturali cicli stagionali.